Il giro del mondo, sognato dall’emigrante, che non può tornare al suo paese

o ricordato dal vecchio che non ha più la forza di affrontare il cammino,
può diventare un abbraccio di amore e di nostalgia,
un abbraccio d’amore con quanti capiscono che la vita e’ anche un camminare assieme,
un abbraccio di nostalgia con quanti sanno trovare nel rimpianto una nuova felicità.

Mario Rigoni Stern

Una tradizione tramandata da secoli… da oltre quattrocento anni

Da secoli nel nostro amato Altopiano di Asiago, viene tramandato un antico rito, colto con orgoglio da giovani e meno giovani, da donne e uomini: La Grande Rogazione. Da oltre quattrocento anni, questo rituale si festeggia precisamente quaranta giorni dopo la Pasqua, il sabato che precede la festa dell’Ascensione. Per la città di Asiago (Sleghe in cimbro), è un un rito penitenziale cattolico, che consiste in una processione che dura un’intera giornata, nella quale si compiono preghiere e canti di ringraziamento in cimbro, la lingua originaria dell’Altopiano di Asiago.

Ogni anno attira milioni di turisti da tutto il mondo, addirittura dall’Australia. Questo rituale ha l’obiettivo di ottenere da Dio le benedizioni per la fecondità dei campi e la buona salute del popolo. In origine la Rogazione aveva una funzione propiziatoria, veniva eseguita cioè per auspicio di un buon raccolto. Nel 17° secolo, a seguito di un’epidemia di peste, questa processione si trasformò invece in un rito di ringraziamento da parte della popolazione scampata alla pestilenza. La Grande Rogazione è una festa che ogni anno porta allo scambio delle uova colorate tra gli innamorati: le ragazze e le donne, i giorni che precedono il sabato della Rogazione, si cimentano nel raccogliere nei prati, nei pascoli e nei boschi erbe e fiori colorati e profumati, che vengono poi utilizzati per colorare le uova che doneranno ai loro uomini.

L’intero percorso della Rogazione conta trenta chilometri, tutti in Altopiano di Asiago:

cominciando alle 6 del mattino, davanti al Duomo di Asiago, si procede in direzione del Lazzaretto, dove si fa la prima tappa per la celebrazione della santa messa, nella chiesetta dedicata a San Sisto. Dal Lazzaretto si riparte sempre più numerosi verso Kaberlaba, Canove, fino a Camporovere, dove si arriva alle 13 circa e ci si ferma nuovamente per riposare e pranzare; verso le 14.30 si riprende il cammino ancora più numerosi.
Dopo alcuni chilometri si affronta la salita più impegnativa, quella del Monte Katz, detto anche “Bi” per la particolare forma del sentiero che lo percorre che richiama per l’appunto questa lettera dell’alfabeto.

Scesi dal Monte “Bi”, si prosegue per la contrada Rigoni di Sotto e da qui verso il bosco di Gallio, dove viene fatta un’ultima sosta. Qui i ragazzi ricambiano il dono delle uova colorate ricevuto dalle ragazze con corone di ramoscelli di pino fresco e verde, intrecciate con fiori raccolti nell’ultimo tratto del percorso.

Si rientra in paese al tramonto. Le campane salutano il ritorno della Grande Rogazione e le donne rimaste in paese offrono del pane, in segno di donazione ai poveri così che anche loro partecipino alla gioia comune. La solenne messa nel Duomo di Asiago chiude la Grande Rogazione.